Un viaggio nella biodiversità della Pianura
Aggiornato il 27 gennaio 2026
Un itinerario alla scoperta di cinque aree naturali protette della pianura bolognese, raccontate attraverso la fauna e la flora che ne rappresentano l’identità e la biodiversità.
Le aree sono visitabili tutto l’anno, ma la primavera e l'autunno sono i momenti ideali per la visita, tra uccelli migratori, fioriture e colori del foliage.

La testuggine palustre ha trovato nell’area naturalistica La Bora un habitat ideale e un importante centro di ripopolamento. Ogni anno numerose giovani tartarughe crescono qui in sicurezza e vengono reintrodotte in natura quando sono autonome.
La Bora è un luogo suggestivo: un’area umida di circa sette ettari con un ampio specchio d’acqua popolato da numerose specie, in particolare uccelli acquatici. Completano il paesaggio un piccolo bosco igrofilo, siepi, macchie alberate e un'area a prateria.
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L’area è dotata di un percorso di visita autoguidato e attrezzato che costeggia il bacino e si addentra nel bosco. Lungo il tracciato si incontrano tre punti di osservazione schermati, un capanno e pannelli informativi sulle specie presenti.

Il simbolo dell’area naturale delle Vasche Ex Zuccherificio di Crevalcore è la cicogna bianca, specie che nidifica spontaneamente nell'area da oltre vent’anni.
Le vasche ospitano oggi un prezioso ambiente palustre, raro nella pianura coltivata: bacini d’acqua libera, canneti e prati umidi. Gli uccelli rappresentano una delle principali attrazioni, soprattutto durante le migrazioni primaverili e autunnali. Tra le specie osservabili figurano airone cenerino, cavaliere d’Italia, germano reale e cormorano.
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L’area è accessibile a piedi tramite un percorso di visita ed è attrezzata con tre punti di osservazione schermati e pannelli illustrativi.

Spettacolare è la presenza delle lucciole, nelle serate estive, all'interno dell’area di riequilibrio ecologico La Bisana, tra Galliera e Pieve di Cento.
Questo monumento naturalistico di grande valore ambientale comprende un bosco golenale, raro esempio di foresta umido-ripariale di pianura, un tempo diffusa in tutta la bassa padana. In questo punto il fiume Reno devia verso il mare Adriatico, creando un’ampia area golenale formata dall’accumulo di detriti.
L’area confina con il Bosco della Panfilia, al limite della provincia di Ferrara. La ricchezza faunistica, in particolare avifaunistica, è favorita dall’elevato grado di naturalità e dalla presenza di diversi habitat. La flora è altrettanto varia, con specie che vanno dal salice alla farnia.
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La Bisana è visitabile liberamente durante il giorno e dispone di sentieri percorribili a piedi e in bicicletta.

Un gradito abitante dell’Ex Risaia di Bentivoglio, conosciuta anche come Oasi “La Rizza”, è il martin pescatore. Facile è avvistarlo in questo ambiente suggestivo che restituisce il paesaggio di un tempo, quando zone umide e boschi caratterizzavano gran parte della pianura bolognese.
Dopo secoli, ha ricominciato a nidificare anche la cicogna bianca, insieme a molte altre specie di uccelli che utilizzano la vegetazione della zona umida e del bosco per la nidificazione.
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L’area è accessibile tramite percorsi pedonali e ciclabili ed è dotata di capanni per il birdwatching e osservatori naturalistici, uno dei quali consente l’osservazione subacquea. Accanto al Centro Visite “La Rizza” sono presenti anche un ristorante e un ostello, aperti nei fine settimana.
Il percorso offre numerose opportunità di birdwatching, attività naturalistiche guidate e itinerari ciclabili, ideali per vivere questi ambienti in modo lento e sostenibile.
Per approfondimenti e informazioni sulle attività: