La chiesa parrocchiale di Palata Pepoli, dedicata a San Giovanni Battista, rappresenta un fulcro storico per la località, sorta e sviluppatasi originariamente proprio attorno al castello e all'edificio religioso. La borgata ha saputo trasformarsi nel tempo, passando da un insediamento incentrato sull'attività castellana a una vivace e prosperosa comunità rurale, oggetto anche di studi storici promossi dai ragazzi dell'Istituto comprensivo di Crevalcore, nonché da storici locali e storici dell'arte. La chiesa è stata riedificata tra il 1883 e il 1885 per volere di Don Antonio Lamborghini, grazie alla munificenza del principe Alessandro Torlonia, e su progetto dell'architetto Nicola Carnevali, architetto di fiducia della famiglia Torlonia.
Prima degli eventi sismici, l'edificio era stato oggetto di importanti interventi di cura e tutela. Oltre alle campagne di restauro avviate negli anni Ottanta e proseguite nel decennio successivo, tra il 2008 e il 2010 la struttura è stata protagonista di un altro massiccio cantiere di restauro di tipo scientifico, che aveva da poco restituito l'edificio alla piena fruizione della comunità.
A seguito del devastante terremoto del maggio 2012, l'intero complesso ha purtroppo subito gravi danni che hanno richiesto un nuovo e impegnativo percorso di recupero. I lavori sulla chiesa e sul campanile sono stati nuovamente condotti con la metodologia del restauro scientifico, mentre gli interventi sulla canonica sono stati eseguiti con criteri di carattere conservativo, finalizzati a preservarne l'integrità e il valore originario.
Oggi le opere e gli arredi sacri, dopo essere stati presi in consegna dalla Soprintendenza nazionale ai beni artistici, sono rientrati nell'edificio, tornando a essere visibili all'interno della navata, la quale è arricchita da un importante ciclo scultoreo realizzato da Federico Monti (il più esteso e grande per dimensioni, con figure a grandezza naturale e oltre) con statue che si alternano alle opere pittoriche che, come l'intero apparato decorativo interno, si rifanno al manierismo italiano.
L'ingresso all'edificio avviene attraverso un pregevole tamburo ligneo, realizzato ex novo durante la costruzione dell'attuale chiesa e che risulta coevo agli arredi interni. Superato questo passaggio, la chiesa si sviluppa lungo la navata con le sue opere.
Sul lato destro, appena al di sotto della statua di San Daniele, si trova un varco che conduce a un piccolo meandro, dove è situato un antico battistero ottagonale in granito rosso proveniente almeno dalla chiesa precedente cinquecentesca, nel cui muro retrostante è presente una lapide che ricorda la costruzione della chiesa. Proseguendo, si incontrano il dipinto "San Francesco riceve le stimmate" di Francesco Gessi, seguito dalla statua di Ezechiele, la tela "Crocifissione e Santi" di Lorenzo Sabatini, la statua di Davide, l'altare della Madonna del Buon Consiglio e infine la statua di San Zaccaria.
Sul lato sinistro si sviluppa una sequenza parallela: la statua di Isaia, al di sotto della quale è presente una nicchia con all'interno una statua in terracotta dipinta della Madonna del Carmine, di alto pregio, non datata e proveniente anch'essa probabilmente almeno dalla chiesa precedente cinquecentesca; il dipinto "Cristo incorona Santa Caterina da Siena" di Alessandro Tiarini, la statua di Geremia, la tela "L'Adorazione dei Magi" di Mario Righetti, il pulpito, l'altare laterale dedicato a Sant'Antonio Abate (con il dipinto di Ercole Graziani) e infine la statua di Santa Elisabetta.
In fondo alla navata, al termine di questi due percorsi di opere, si trova l'altare maggiore, ornato da un complesso apparato di stucchi e gessi che ospita la pregevole pala raffigurante il Battesimo di Cristo di Bartolomeo Passerotti, un'opera che era già presente come pala d'altare nella precedente chiesa cinquecentesca. Al di sopra, sulla sommità dell'altare, è presente il gruppo scultoreo di Dio Padre in gloria affiancato da due angeli, un'opera di attribuzione non ufficiale ma stilisticamente ricondotta a Federico Monti. Va ricordato che la pala originaria, la Natività di San Giovanni Battista di Sebastiano Ricci, si trova attualmente presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Infine, sul presbiterio a sinistra si può ammirare il pregevole organo, realizzato da una bottega bolognese e identificato come l'opera di Adriano Verati, il cui valore musicale è stato valorizzato in passato anche attraverso la rassegna di concerti Organi antichi, un patrimonio da ascoltare.
Mappa
Chiesa di Palata Pepoli
Via Provanone
40014 Crevalcore
Interessi
- Arte e Cultura
Approfondimenti
Info: parrocchiapalatapepoli@gmail.com



